PESCARA – Il pronto intervento di quattro agenti della polizia di Stato e dei vigili del fuoco scongiurò il peggio in una palazzina di via Caduti per Servizio numero 15 a Pescara. Erano le prime luci dell’alba della mattina del 20 novembre 2024 quando un incendio divampò nel vano ascensore di un edificio di edilizia residenziale pubblica nel difficile quartiere Fontanelle.
Gli inquirenti capirono immediatamente che il rogo, appiccato nel vano ascensore poche ore dopo lo sgombero da parte delle forze dell’ordine di due appartamenti occupati illegittimamente da una nota famiglia del posto, poteva essere di origine dolosa. Grazie alle indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Pescara è stata roscostruita l’architettura delittuosa con i presunti mandanti oltre alla persona ritenuta l’autore materiale dell’incendio che dopo pochi giorni era già stata rintracciata e attualmente sottoposta alla misura cautelare in carcere.
Grazie al lavoro certosino degli inquirenti, la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere anche per uno degli inquilini sfrattati quel giorno in cui divampò l’incendio, forte indiziato quale mandante del rogo di via del Caduti per Servizio, che una volta intercettato in un’abitazione in provincia di Chieti, è stato tratto in arresto. Un segnale forte quello dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine, indispensabile alla repressione e alla prevenzione degli atti di criminalità in città.
Il sindaco di Pescara, a seguito di questo successo investigativo, ha diramato un comunicato stampa che sintetizza l’impegno e la volontà di contrastare i fenomeni delittuosi che si oppongono alla legalità: «Una dopo l’altra, le risposte arrivano: arrivano dall’amministrazione comunale e arrivano anche dalle forze dell’ordine la cui attività si sta rivelando preziosissima, nei quartieri popolari della città, dove qualcuno ha pensato di poter fermare gli sgomberi degli appartamenti occupati in maniera illegittima. Il rogo che si è sviluppato in via Caduti per Servizio dopo i recenti “sfratti” poteva avere conseguenze tragiche, ma non è stato così grazie all’intervento tempestivo dei soccorritori e di certo non fermerà l’azione del Comune che sta perseguendo questo obiettivo con determinazione già dalla precedente consiliatura. Chi c’è dietro quell’attentato pensava, evidentemente, di restare impunito, e invece la polizia ha individuato il presunto mandante e il presunto esecutore. La giustizia farà il suo corso, a tal proposito, ma intanto è arrivato un messaggio forte e chiaro, anzi chiarissimo, a chi pensa di vivere nella giungla e crede di poter affermare una legge diversa da quella dello Stato. In via Caduti per servizio ma anche in tutte le altre zone della città, lo Stato c’è e porta avanti un gioco di squadra quotidiano, i cui frutti si vedono, contando sempre sulla collaborazione dei cittadini perbene. Il mio ringraziamento va a chi lavora e si impegna per la città, a partire da chi ci sta lavorando in Comune e prosegue gli “sfratti” senza fermarsi di fronte a certi segnali molto preoccupanti e pericolosi, e proseguendo con la questura e tutte le forze dell’ordine, la polizia locale, la Procura e la prefettura. Aldilà di chi sa solo alzare l’asticella delle polemiche, e di chi pensa che basta alzare la voce (davanti alle telecamere) per ottenere risultati, c’è chi porta a casa risultati tangibili, soddisfacenti e decisivi contro le occupazioni abusive e senza titolo. E a tutti dico grazie».









