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Il sindaco Masci solidarizza con i portuali alla festa di Sant’Andrea

Dopo numerose sollecitazione disattese al governo centrale, relativamente all’urgenza di dragare il canale portuale di Pescara, il primo cittadino comunica che prenderà parte ad una pacifica contestazione assieme all’intero comparto di armatori ed equipaggi portuali, per manifestare senza la fascia tricolore
Data: 22 Luglio 2025

PESCARA – Il mancato dragaggio del canale portuale di Pescara mette in agitazione gli armatori che denunciano questo problema che ormai da troppo tempo minaccia la piena funzionalità in caso di forti precipitazioni. Il sindaco di Carlo Masci aderisce alla protesta condividendo quelli che sono i problemi del caso: «Gli armatori di Pescara, gli equilpaggi, le loro famiglie, sono stufi delle promesse e hanno ragione da vendere per il mancato dragaggio. Per questo io sarò al loro fianco nella protesta che hanno annunciato in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant’Andrea. E’ una protesta sacrosanta e pacifica, la loro, espressione del profondo disagio di una categoria che non può più attendere la concretizzazione di promesse continue che risalgono fino al 2012, cioè ben 13 anni fa, come ho già detto e urlato a  gran voce – insieme a Lorenzo Sospiri e Guerino Testa – durante l’ultima riunione con i dirigenti del Ministero. Ed è per questo che aderirò con grande convinzione e determinazione alla protesta annunciata nelle ultime ore: sarò alla festa, sarò alla processione, per devozione al Santo e per rispetto alla marineria e a chi ha perso la vita in mare ma ci sarò senza la fascia da sindaco. Mi auguro che ci sarà la città, domenica, per onorare il santo e far sentire la propria presenza, il proprio abbraccio alla marineria, in modo da mantenere viva una tradizione  che deve proseguire».

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci

«Per arrivare al dragaggio, per rendere pienamente  funzionale il porto e metterlo in sicurezza – prosegue Masci – non c’è più tempo per i “se” e per i “ma”, non ci possono essere altri rinvii: il porto di Pescara, che è di interesse nazionale, va dragato e deve farlo lo Stato, che ha la competenza e quindi deve individuare rapidamente una soluzione e anche i fondi per affrontarla. Deve farlo ora: non è concepibile né ammissibile che una situazione di emergenza di questa portata si protragga da 13 anni, tanto più che in altre realtà situazioni altrettanto delicate ed emergenziali sono state affrontate con progetti e fondi, come è giusto e doveroso che sia, mentre per Pescara le risorse non ci sono mai perché si pensa sempre che Pescara abbia la forza di farcela da sola. Non è così, non può essere così».

Il sindaco di Pescara continua nella sua nota accorata: «Da parte nostra c’è la massima scdisponibilità  a collaborare, come è sempre stato, ed è talmente vero che in questi anni ci siamo assunti l’onere di intervenire, grazie ai fondi della Regione, facendo il possibile per garantire le condizioni minime di accessibilità al porto. Ma serve un intervento radicale, che passi per lo svuotamento della vasca di colmata (sempre annunciata ma mai realizzata) o per un’altra soluzione praticabile in tempi rapidi perché di tempo non ce n’è più – già da un pezzo – ed è finita anche la pazienza degli armatori e dei pescatori che rappresentano una parte della storia e dell’economia della città e meritano risposte concrete, cioè fatti concreti, da tutti i livelli istituzionali, e immediate. Io sto con loro, senza se e senza ma, e torno a sollecitare soluzioni radicali a chi è competente, come ho già fatto a voce e per iscritto fino ad oggi, nelle comunicazioni al Ministero dei Trasporti come nelle missive del 18 luglio e della precedente del 25 maggio».

 

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