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Notaresco e il dramma del ‘700 di Eugenia e del suo amante

Riccardo d’Eustachio presenta domani alle 17:30 il suo nuovo libro da nome: Storia di Eugenia. Si tratta di una tragica storia realmente avvenuta nel paese della Valle del Vomano nel 1746, quando una donna decide di ammazzare il marito con la complicità del suo amante
Data: 5 Settembre 2025

NOTARESCO – Riccardo d’Eustachio presenta domani alle 17:30, presso Casa d’Eustachio il suo nuovo libro Storia di Eugenia edito dalla casa editrice abruzzese Ricerche&Redazioni. Alla presenza dello storico Sandro Galantini, firmatario della prefazione del volume, l’autore ha scelto proprio la sua residenza di via Cagnano 4 per presentare quello che possiamo definire quasi un giallo, visto che si tratta della storia di un delitto nella Notaresco del ‘700.

Nel libro, ambientato a Notaresco, si narra di un autore anonimo che nel lontano 1750 scrisse un poemetto a stampa che raccontava una storia macabra e affascinante al tempo stesso, legata ad una giovane donna accusata di aver assassinato il marito. Per questo delitto venne condannata a morte insieme con il suo amante che venne giudicato complice di questo omicidio. Il poema, che si può inserire nella corrente letteraria denominata «letteratura di piazza», messo a stampa e destinato a una ampia circolazione, raccontava il dramma con un linguaggio aulico e poetico e al tempo stesso avvincente senza mai rivelare l’identità completa dei protagonisti.

Grazie a un laborioso lavoro di ricerca, l’autore ricostruisce le identità dei protagonisti: una giovane donna di nome Eugenia, accusata dell’omicidio del marito, e il suo amante, entrambi condannati a morte in un caso che all’epoca ebbe grande eco. Attraverso il recupero di atti processuali, lettere e certificati parrocchiali, d’Eustachio riesce a fare piena luce su una storia dimenticata, restituendola alla fruizione collettiva con gli elementi di dettaglio e con l’attendibilità che solo la ricerca basata su documenti d’archivio può garantire.

Dalla prefazione di Sandro Galantini, lo storico ci descrive che (…): «una turbine di passione legato al crimine e inesorabilmente alla giustizia, sono come punti trigonometrici, fungendo al tempo stesso da moltiplicatori di quelle che il neuroscienziato lusitano Antonio Damario definisce emozioni primarie e sociali (disgusto, vergogna, rimorso, rabbia, paura, disprezzo), di un delitto al femminile verificatosi a Notaresco nel 1746 (e quattro anni dopo trasfuso, per lo scalpore suscitato, in un poemetto a stampa sussumibile nel genere noto come “letteratura di piazza”) che Riccardo d’Eustachio, confermando le sue qualità di ricercatore di vigoroso impegno, ha meticolosamente ricostruito – individuandone i protagonisti e sciogliendo l’identità dell’autore dell’opera altrimenti destinato a rimanere ignoto – mercé insistite e perspicue scrutinazioni archivistiche».

Riccardo d’Eustachio, appassionato e attento ricercatore di storia locale, in particolare della sua Notaresco, ha già pubblicato per Ricerche&Redazioni: «Notaresco tra XV e XVI secolo». I Capitoli» il Catasto» il «Sigillo. A cinquecento anni dalla loro stesura e con nuovi documenti a corredo» del  2014 e «Monsignor Giuseppe Acquaviva e la Notaresco del Seicento» del 2018.

 

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