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La denuncia di Renzetti: è allarme sicurezza fuori dall’ospedale di Pescara

La situazione nell’area perimetrale dell’Ospedale Civile di Pescara ha superato ogni limite di tollerabilità. Non si tratta più solo di degrado urbano, ma di una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce i cittadini più fragili e, in modo sistematico, le lavoratrici e le utenti della struttura
Data: 13 Febbraio 2026

PESCARA – Medici, infermieri e familiari di pazienti si ritrovano immersi in un clima di intimidazione e di prepotenza perché è emergenza sicurezza fuori dall’Ospedale di Pescara. A denunciare questa situazione e a lanciare un grido d’allarme carico di preoccupazione è Mauro Renzetti, presidente del «Comitato Pescara Fortis», che interviene con la doppia veste di rappresentante civico e sindacale: «Siamo nel 2026 ed è semplicemente inaccettabile, oltre che umiliante, che una donna debba provare un senso di angoscia e guardarsi continuamente alle spalle solo per andare a recuperare la propria auto dopo un turno di lavoro o una visita medica – sottolinea con forza Renzetti che poi continiua –. La situazione nell’area perimetrale dell’Ospedale Civile di Pescara ha superato ogni limite di tollerabilità. Non si tratta più solo di degrado urbano, ma di una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce i cittadini più fragili e, in modo sistematico, le lavoratrici e le utenti della struttura. Non possiamo rassegnarci all’idea che la libertà di movimento e l’incolumità personale siano messe a rischio dall’assedio costante di molestatori e parcheggiatori abusivi che presidiano l’area come fosse territorio loro».

Mauro Renzetti, presidente del «Comitato Pescara Fortis»

«Molte operatrici sanitarie – continua Mauro Renzetti – ci segnalano di essere costrette a uscire in gruppo o di dover chiedere “scorte” improvvisate ai colleghi per raggiungere i parcheggi. È una sconfitta della civiltà: nel 2026 la sicurezza non può essere una speranza legata alla fortuna, deve essere una certezza garantita, specialmente in un luogo deputato alla cura e all’assistenza».

Il presidente di Pescara Fortis punta il dito contro il fenomeno della questua molesta ormai degenerata in forme di estorsione: «Se l’automobilista non paga la “tassa” illegale, scattano insulti, minacce e atteggiamenti aggressivi che feriscono la dignità e minano la serenità. Questa percezione del rischio è altissima e inaccettabile. Chi si reca in ospedale è spesso già in una condizione di fragilità emotiva; non può e non deve subire anche questo assedio».

Per superare l’attuale stallo, Renzetti propone una strategia di controllo radicalmente diversa: «Non possiamo più permetterci di ragionare a compartimenti stagni. Esiste una “zona grigia”, un limbo pericoloso tra il parcheggio esterno e l’ingresso dei reparti, dove l’illegalità prolifera indisturbata. È indispensabile un coordinamento reale, fisico e immediato tra le forze dell’Ordine che pattugliano l’esterno e il personale addetto alla sicurezza interna. Serve un cordone di sicurezza
unico: chi vigila fuori deve dialogare in tempo reale con chi presidia l’interno».

Il tempo delle parole è scaduto: la paura delle donne e dei lavoratori è reale e richiede risposte oggi, non domani.

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