SILVI – L’Abruzzo è una regione che ha sempre avuto un grande potenziale relativamente alle sue caratteristiche geografiche che rendono i suoi territori attrattivi a livello turistico per la varietà delle sua offerta naturale. Costa, collina e montagna, sono le tre appendici grazie alle quali l’industria turistica potrebbe fare sistema in ogni periodo dell’anno, fungendo da polo attrattivo per migliaia di turisti. Ma questo non accade, per una serie di motivi legati soprattutto ad una incapacità di realizzare progetti e strutture in grado di adeguare ed allineare quelle che sono le risorse del territorio rispetto alle abitudini dei viaggiatori e alle modalità di intercettare le condizioni migliori per un’offerta competitiva e soddisfacente.
Da uno studio del Centro Studi Enbital, realtà consolidata per tutelare e assistere le imprese e i lavoratori nel loro percorso verso un maggior raggiungimento degli obiettivi di miglioramento nel comparto sicurezza nei luoghi di lavoro, emerge una relazione sulle criticità del territorio e sulle dinamiche che governano la domanda e l’offerta nel settore turistico in Abruzzo. Lo stesso presidente di Enbital, Paolo Provino, ha spiegato, alla luce di questi studi, quelle che sono le complesse interazioni tra le caratteristiche individuali dei viaggiatori, le peculiarità dell’offerta turistica regionale e i fattori esterni, fornendo un quadro di riferimento essenziale per la futura pianificazione strategica.

Emerge un quadro sommariamente già noto, soprattutto rispetto alle difficoltà di accesso legato alle infrastrutture non sempre efficienti: la raggiungibilità del territorio abruzzese è un ostacolo, in particolare a causa della manutenzione insufficiente della rete stradale. Una condizione che finisce per danneggiare irrimediabilmente il posizionamento della destinazione nella qualificazione del marketing turistico della regione e vanifica gli sforzi promozionali in un settore sempre più qualificato e competitivo.

Tema dolente e mai risolto dalla politica: la mancanza di un’offerta turistica integrata, che non ha mai consentito una interconnessione fra i diversi tipi di turismo che è possibile vivere nella regione (montano, costiero, culturale, enogastronomico, etc.). Gran parte dipende dal primo punto affrontato prima, conseguentemente alla carenza di infrastrutture, attraverso una rete stradale e di impianti inadeguati e gestiti peggio, soprattutto per quanto concerne il turismo invernale. Basta pensare quello che succede ogni anno con la cabinovia di Prati di Tivo sul Gran Sasso, per non parlare degli impianti a fune obsoleti e scollegati della Majelletta di Passo Lanciano, località più unica che rara, dove è possibile sciare guardando il mare.

Non si è mai considerata l’opportunità di avere un collegamento comodissimo con la Capitale, attraverso l’autostrada, che almeno d’inveno, potrebbe diventare un bacino di utenza importantissimo per gli sciatori desiderosi di passare un fine settimana sulle nevi di Campo Imperatore. Oltre alla funivia, la località non dispone di una adeguata e funzionale stazione ricettiva in grado di garantire comfort e assistenza ai turisti che scelgono di passare una giornata sugli sci nello splendido scenario del Corno Grande.

La relazione della Enbital, sottolinea la necessità di adeguamento dell’offerta turistica alla domanda moderna: va migliorata per adeguarsi a una domanda sempre più sensibile, attenta ed esigente, che ricerca esperienze personalizzate, sostenibili e digitali. In particolare, sono state individuate aree di miglioramento riguardo le politiche dei prezzi (che devono essere più competitive e adeguate al valore percepito) e la qualità delle strutture (servizi, tecnologia, personale), elementi chiave per la soddisfazione del cliente e la competitività; eventi come la crisi sismica e la pandemia hanno ulteriormente stressato il sistema turistico regionale, evidenziandone le debolezze strutturali e imponendo nuove esigenze in termini di sicurezza e igiene.
Sulla base di queste analisi, il Centro Studi Enbital propone una serie di punti di interventi chiave per la pianificazione strategica:
Il miglioramento delle infrastrutture e dell’accessibilità: è fondamentale investire per migliorare la rete viaria e i collegamenti con i servizi pubblici, in particolare per le aree interne e protette, promuovendo una mobilità sostenibile (es. piste ciclabili);
qualificazione e innovazione dell’offerta: si deve puntare sullo sviluppo di servizi turistici aggiuntivi ed esperienziali, capaci di arricchire l’offerta e soddisfare una domanda che ricerca esperienze uniche e personalizzate. Ciò include un’attenzione alla digitalizzazione dell’intera filiera, con lo sviluppo di strumenti come il Tourism Digital Hub (TDH) per offrire servizi innovativi e personalizzati;
La costruzione di un’immagine di destinazione unitaria e integrata: è indispensabile superare la frammentazione e promuovere una ‘brand identity’ forte e coerente per l’Abruzzo, valorizzando la diversità del territorio attraverso itinerari tematici integrati e pacchetti esperienziali;
Il rafforzamento della governance e del coordinamento: il Piano Strategico deve assicurare un dialogo costante e costruttivo tra tutti gli attori pubblici e privati coinvolti (Regione, Province, Comuni, Enti Parco, DMC, operatori), attraverso l’istituzione di strutture permanenti e meccanismi di concertazione, in un’ottica di sussidiarietà.
La proposta di una conferenza permanente sul turismo è un passo verso questa direzione; attraverso lo sviluppo delle competenze professionali: è indispensabile investire nella formazione e nell’aggiornamento continuo degli operatori turistici, per innalzare la qualità dell’offerta e dotare il capitale umano delle competenze necessarie ad affrontare le sfide della transizione digitale e verde;
Un piano di investimenti e sfruttamento dei fondi disponibili: è fondamentale attrarre investimenti diretti, sia interni che esterni, e sfruttare le significative opportunità di finanziamento offerte dai programmi europei (FESR, FSE+) e nazionali (PNRR, FSC) per sostenere la transizione verso un turismo più resiliente e sostenibile.
mas.man.









