PESCARA – La magistratura egiziana conferma la condanna di primo grado a 25 anni di carcere anche in appello per Luigi Giacomo Passeri, il pescarese di 32 anni arrestato ad agosto del 2024 per una storia di traffico internazionale di sostanze stupefacenti mentre era in vacanza in Egitto.
Comincia il calvario anche per la famiglia di Passeri, che da tempo risiedeva a Londra, composta da papà italiano e da mamma originaria della Sierra Leone. La versione dei familiari, secondo cui il giovane abruzzese era in possesso di piccole dosi di droga, non combacia con l’accusa dei tribunale egiziano.
Le pessime condizioni delle carceri del paese nordafricano, mettono in crisi il ragazzo arrestato al Cairo il 23 agosto del 2024, che comincia così uno sciopero della fame. A nulla sono valsi fino ad ora gli appelli della famiglia per trasferire il ragazzo nelle carceri italiane, quindi l’appello del sindaco di Pescara Carlo Masci al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, di cui riportiamo copia.
Nella missiva del primo cittadino di Pescara, si pone l’accento sulle pessime condizioni della detenzione di Luigi Passeri, e quindi sui timori relativi alla privazione dei diritti fondamentali.











