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Grande corteo della pace sfila per le strade di Città Sant’Angelo

Una manifestazione sentita e partecipata quella che questa mattina alle 10:30 è partita dai Giardini della cittadina pescarese per poi sfilare per le principali via e piazze della ciittà, sostenendo l’importanza del cessate il fuoco su donne e bambini
Data: 24 Agosto 2025

CITTA’ SANT’ANGELO – Mentre ci giungono notizie sul raid israeliano su Sana’a, capitale dello Yemen del Nord, prova evidente che prosegue l’avanzata dello Stato ebraico nella Striscia di Gaza, il ministero della Salute gestito da Hamas, comunica che sono morti di fame 289 palestinesi, fra quest donne e molti bambini.

Una situazione assurda se assistiamo al silenzio assordante dell’Occidente al cospetto di tanta barbarie. Intanto in Italia le manifestazioni contro questa guerra che assume sempre più i connotati di un genocidio si sussegono, e anche in Abruzzo, precisamente a Città Sant’Angelo, così come era stato annunciato, questa mattina, è sfilato un corteo pacifico per sensibilizzare l’attenzione nei confronti di una situazione rispetto alla quale il mondo intero deve farsi carico e senza ulteriore indugio.

A Città Sant’Angelo una organizzazione locale di 30 volenterosi, ha organizzato questa mattina una sfilata senza colori politici per le principali strade della cittadina pescarese. Nessun simbolo dunque, ma una potente e responsabile rappresentazione di una condizione che non può più passare inosservata e uno slogan che vale più di ogni discorso: «Bisogna fare silenzio quando i bambini dormono ma non quando i bambini muoiono!». Il corteo è partito alle ore 10:30 dal Giardino comunale di Città Sant’Angelo e ha attraversato strade e piazze con un’adesione massiccia che è giunta anche dai paesi limitrofi come Montesilvano, Silvi e Atri.

L’iniziativa ha trovato molto spazio anche sulla stampa locale, a riprova  che, anche in un conflitto armato, è fondamentale tutelare la vita di donne, bambini e le sorti dei più deboli. Se per settimane gli aiuti umanitari alla popolazione palestinese sono stati bloccati, adesso le stime ci raccontano che circa 2 milioni di persone rischiano la morte per fame e per sete. Anche il fronte degli aiuti sanitari si muove con moltissima difficoltà e il sostegno medico ai feriti è praticamente difficile da sostenere.

Una parte del gruppo degli organizzatori del corte pro-pace in Palestina di Castel Sant’Angelo

È opportuno che la voce di ogni cittadino si faccia sentire nei confronti di una carneficina che diventa disagio, oltre che orrore, per coloro che non hanno voce rispetto ai governi dell’Occidente cosiddetto «civile» che fino ad ora non hanno fatto nulla per bloccare una situazione che rischia di diventare un’ombra indelebile sulla bandiera di ogni Stato.

mas.man.

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