CITTA’ SANT’ANGELO – Ritorno al passato, sabato 15 febbraio, con l’inuagurazione e simbolica benedizione delle fontane pubbliche che servivano il caratteristico abitato del centro storico di Città Sant’Angelo. L’evento, organizzato dall’associazione Italia Nostra, si svolgerà, a partire dalle ore 11, nell’area antistante la grande torre della Collegiata di San Michele, che domina l’abitato con un pregevole porticato quattrocentesco, e con la partecipazione del parroco don Lorenzo Di Domenico.
Quello della ristrutturazione e del ripristino delle quattro fontane del centro storico del piccolo Comune della cintura pescarese, abbracciato da mare e montagne, rappresenta un evento storico di grande interesse, grazie ad un progetto di recupero e valorizzazione di quelli che un tempo rappresentavano le uniche fonti di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione locale.
Dopo anni in cui erano cadute in disuso, causa anche il degrado in cui versavano ormai da troppo tempo, grazie al contributo iniziale regionale, promosso dal vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli, e al supporto dell’Amministrazione comunale, il progetto ha potuto prendere forma, con l’impegno dell’artista Danilo Oronzo, scomparso recentemente, e dalla ditta Di Simone di Castelli, per la fornitura delle famose e apprezzate ceramiche che sono servite per il rivestimento di alcune vasche di antica fattura. Hanno collaborato a titolo gratuito alla preziosa ristrutturazione, anche l’artigiano locale Valloscuro per i lavori di idraulica, il fabbro Longo e i muratori Aluculesei e Perilli.

Fino alla seconda metà del ‘900, l’accesso all’acqua potabile e corrente era limitato, costringendo le famiglie a ricorrere a fonti d’acqua sorgiva, come la Fonte Canale e la Fonte Coppa, che divennero punti di riferimento per le donne del paese, impegnate a trasportare l’acqua in conche sulla testa. Le famiglie più abbienti disponevano di pozzi nei propri cortili, mentre i cittadini attingevano l’acqua dalle famose «ruve acquario» dislocate nel tessuto urbano. Per far fronte a questa costante mancanza, Città Sant’Angelo si dotò di una grande cisterna pubblica, il «cisternone», progettata dall’ingegner Antonio Liberi, che ancora oggi si trova sotto il giardino comunale e serviva per l’approvvigionamento idrico del paese.

L’evento vuole celebrare non solo la nuova vita delle quattro fontane all’intreno delle antiche mura di Città Sant’Angelo, ma soprattutto un momento di riflessione su quanto l’acqua sia un bene comune e prezioso, al tal punto da dover essere preservato e salvaguardato da ogni spreco.









