PESCARA – Il sacrificio di chi si è immolato sull’altare della legalità e contro ogni mafia, riconquista il suo altissimo valore etico e sociale ogni volta che si celebra il ricordo e la memoria di coloro che hanno saputo spendersi, soprattutto al costo della propria vita, a sostegno di questi nobili ideali.
È di fatto l’obiettivo degli alunni delle terze classi della Scuola Media «Luigi Antonelli», dell’Istituto comprensivo Pescara7, che per il giorno giovedì 29 gennaio, presso la Sala Consiliare del Comune di Pescara, incontreranno Giovanni Impastato, fratello di Peppino, tragicamente ucciso in Sicilia dalla mafia il 9 maggio 1978.

L’evento è stato organizzato proprio dall’Istituto comprensivo Pescara 7 del capoluogo della città adriatica, dalla professoressa Antonella Caggiano con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Pescara, nell’ambito del progetto socio-culturale e artistico «I Fiori della Memoria» promosso da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e dalla Compagnia dei Merli Bianchi.

Sarà questa l’occasione di fare «memoria attiva», raccontare e fare esperienza pratica e di ricerca su temi inerenti ai valori fondamentali riguardanti sia l’impegno civile, nel rispetto della dignità e dei diritti umani, che della legalità democratica, della tutela e dell’educazione dei minori, dell’ambiente, dell’informazione e della formazione di cittadini consapevoli.
Interverranno il sindaco Carlo Masci, l’assessore alla Pubblica Istruzione Valeria Toppetti e la dirigente Scolastica Rossella Di Donato. Dialogheranno con Giovanni Impastato, Laura Margherita Di Marco ed Antonella Caggiano.

A quasi mezzo secolo dalla morte di Peppino Impastato, il giornalista, conduttore radiofonico su «Radio Aut» di Terrasini, in provincia di Palermo, nonché attivista italiano, che fu barbaramente ucciso dai mandanti di un boss mafioso con un colpo sferrato da una pietra alla testa dello scomodo personaggio locale, nei pressi dei binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani il 9 maggio del 1978, si continua a parlare di mafia e malaffare.
Un fenomeno che di fatto non è stato sconfitto, ma le cui modalità sono nel tempo mutate; diventando più subdole e striscianti, in una società in cui gli interessi economici trasversali hanno fagocitato completamente persino una parte della politica del Paese. Ricordare il sacrificio di questi uomini è un atto di civiltà e di speranza per le generazioni future.
mas.man.






