SPOLTORE – La comunità di Spoltore si prepara a vivere la sua Pasqua con lo spirito identitario che da sempre contraddistingue questa terra e i suoi abitanti. Sono tre i riti che ancora oggi si conservano, cuore pulsante della tradizione nella Settimana Santa: la processione del Venerdì Santo, «L’Abbandunàte», cioè l’incontro della Madre col Figlio risorto la mattina del giorno di Pasqua, e «Lo scùcchio».

Il venerdì di Pasqua, con partenza da piazza Quirino Di Marzio, sfila la solenne Processione del Venerdì Santo, che in quest’edizione ha visto la partecipazione del «Coro Polyphonia & Friends» e della «Libera Banda», sotto la direzione del M° Gianni Golini. Le prime informazioni storiche sulla Processione del Venerdì Santo risalgono alla seconda metà del ‘500, dove in passato, il corteo era curato dagli aderenti alla Confraternita di S anta Maria del Suffragio e Sacro Monte dei Morti. Risalgono a quel periodo la tunica bianca e la mantellina di velluto nero, i colori che ancora adesso caratterizzano la processione. Cessata l’attività della Confraternita agli inizi degli anni ’70 del secolo scorso, attualmente è gestita dai componenti delle zone pastorali della parrocchia di San Panfilo. Dagli anni ’50, invece, la processione si svolge di sera, dopo che nel 1935, quando si teneva di mattina, il famoso fotografo abruzzese Pasquale De Antonis, che girava l’Abruzzo assieme ad Ennio Flaiano e Tommaso Cascella per fotografare le tradizioni e i riti abruzzesi, venne a Spoltore per immortalarla. 55 scatti che poi pubblicò nel volume Feste in Abruzzo, rendendo famoso il rito.

La domenica di Pasqua, che cade domani, 5 aprile, le celebrazioni inizieranno alle ore 9:30 in piazza Quirino Di Marzio con «Lo scùcchio», la tradizionale gara di rottura delle uova sode. Nella simbologia cristiana l’uovo è segno di nascita a vita nuova, che inizia con la risurrezione di Cristo. Nel periodo pasquale, durante il quale la fecondità delle galline ovaiole è più alta, questa relativa abbondanza ha favorito la nascita di uno dei giochi più popolari e tradizionali della città: «lu Scùcchje». Il gioco si tramanda attraverso i bambini che nei giorni precedenti hanno preparato in famiglia le uova sode colorate. Nel gioco, a due a due, adulti e bambini si alternano a colpire, con il proprio, l’uovo sodo dell’altro, prima una punta e poi l’altra. Vince chi nelle sfide ha rotto più uova. Le uova rotte finiscono tutte in un cesto comune, che viene poi messo a disposizione dei presenti nella tradizionale festa pomeridiana nel piazzale davanti al Convento.

Il momento più significativo è quello delle 12 del giorno di Pasqua, quando in piazza D’Albenzio (antica piazza di Santa Maria), con il rito l’Abbandunàte, attraverso un corridoio che separa le due ali di folla e dove alle estremità sono presenti da una parte la statua di Cristo, e dall’altra quelle della Madonna e di San Giovanni, si consuma l’evento più simbolico della giornata. La statua dell’Abbandonata (che rappresenta Maria di Magdala del Vangelo), percorre di corsa e per tre volte la piazza per annunciare alla Madre la Resurrezione del Figlio. Al terzo e ultimo viaggio le tre statue si avviano assieme lentamente verso il centro, dove, nel momento dell’incontro con quella del Cristo Risorto, la Madonna perde la veste del lutto e mostra il suo abito bianco. Esplode dunque la festa: i mortaretti annunciano ai fedeli la lieta novella del Cristo Risorto, i colombi della torre intrecciano voli leggeri mentre le quattro statue tornano assieme verso la Chiesa.

Il calendario di appuntamenti, patrocinato dal Comune di Spoltore, è curato dalla Famiglia De Amicis in collaborazione con la Parrocchia di San Panfilo e l’associazione La Centenaria, rappresentata da Andrea Morelli. Il programma potrebbe subire variazioni in caso di condizioni meteo avverse.






