CARLANTINO – È curioso quello che succede a Carlantino, un piccolo paese in provincia di Foggia, sui Monti Dauni, dove il sindaco, Graziano Coscia, minaccia di indire un referendum per passare dalla Puglia nell’altra regione di confine, il Molise, nella provincia di Campobasso. L’epicentro di questa singolare protesta politica è nei confronti del presidente Emiliano e della Regione Puglia, a seguito della ricollocazione della segreteria dell’Istituto scolastico del paese, che adesso sarebbe allocata a ben 35 Km di distanza rispetto agli uffici che, fino al dicembre scorso, erano nella vicina Celenza Valfortore. Ma la questione politica potrebbe diventare ancora più spinosa, perché coinvolgerebbe anche la collocazione dell’invaso di Occhito, il secondo più grande d’Europa per riserva di acqua potabile, che ricade in parte proprio nell’agro di Carlantino.
In pratica, lo scorso dicembre, la Regione Puglia ha rivisto la mappa delle aggregazioni scolastiche dei comuni dei Monti Dauni Settentrionali e non solo. In base al nuovo piano di dimensionamento della rete scolastica, l’Istituto comprensivo di Celenza è stato azzerato con la conseguente collocazione della segreteria scolastica nell’ambito dell’Istituto comprensivo «Giuseppe Mandes» di Casalnuovo Monterotaro.

Il sindaco Coscia è sul piede di guerra e minaccia un referendum affinché Carlantino sia compreso nella provincia di Campobasso, e passi dunque dalla Puglia al Molise.
«Dei diritti delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e delle loro famiglie si fa carta straccia – continua Coscia inviperito – costringendo i genitori a percorrenze che d’inverno diventano ancora più lunghe a causa di pioggia, ghiaccio e neve. Senza considerare l’aggravio dei costi. Il messaggio che la Regione Puglia e il presidente Michele Emiliano lanciano con questo provvedimento è mortificante, perché accelera il già avanzatissimo processo di abbandono dei comuni delle aree interne della Puglia. La scuola è un diritto garantito dalla Costituzione, per tutti, anche per i nostri paesi. Per la Regione Puglia ormai siamo comuni lontani, marginali, una seccatura di cui si può fare a meno. Questo è inaccettabile».
Il primo cittadino carlantinese chiede al governo regionale di tornare sui propri passi e riaprire la dirigenza scolastica di Celenza Valfortore. La stessa richiesta di rivedere il nuovo piano delle aggregazioni scolastiche era stata già fatta anche dal sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, contrario all’accorpamento dell’Istituto Alberghiero «Mattei» all’Istituto Superiore «Fazzini-Giuliani» di Vieste.
L’annuncio del sindaco Graziano Coscia è perentorio: «Se nei prossimi giorni non avremo risposte dall’ente regionale ci mobiliteremo attuando forme di protesta molto forti, compresa la richiesta referendaria per aderire alla provincia di Campobasso».
La protesta che giunge da Carlantino ha pieno sostegno da parte del Molise e ha acceso una speranza anche per la sopravvivenza stessa della regione molisana e dell’intera provincia di Campobasso. Non solo, il passaggio di Carlantino alla piccola regione del Molise rappresenta per Campobasso un patrimonio enorme soprattutto per quanto riguarda le risorse idriche con il passaggio contestuale al Molise della diga di Occhito. Dopo il taglio della dirigenza dell’Istituto di Celenza Valfortore, per i 13 comuni dei Monti Dauni Settentrionali restano in piedi solo due poli scolastici: quello di Casalnuovo Monterotaro «Giuseppe Mendes» al quale, oltre a Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Pietramontecorvino si sono aggiunti Carlantino, Celenza Valfortore e San Marco la Catola e quello di Biccari «Paolo Roseti» che comprende i plessi di Biccari, Roseto Valfortore, Alberona, Motta Montecorvino e Volturino. Questi ultimi due, come Carlantino, facevano riferimento alla dirigenza situata a Celenza Valfortore.









